
Mi son reso conto che ho paura del tempo. Non di quello atmosferico, ma dell'inesorabile ticchettio delle lancette.
Sono pesantemente condizionato dai secondi. Spesso mi ritrovo a contarne quanti passano prima che succeda ciò che voglio. Tutto viene da una semplice constatazione. ODIO star fermo.
Non riesco a fare niente con calma, mettendoci anche un secondo in più del necessario. Vivo la vita ad una velocità troppo elevata. Mangio veloce, senza gustarmi i piatti. Parlo veloce, mangiandomi le parole. Nuoto veloce anche sulle lunghe distanze, senza fermarmi a far pausa. Se devo andare da qualche parte ci vado correndo. Se devo prendere una decisione non mi soffermo troppo e decido istintivamente.
"Aspettare" è un qualcosa che mi divora dall'interno. E' come se stessi perdendo tempo (per fare cosa poi non lo so). Quindi aspettare per una risposta o per un evento mi riempie di agitazione. Ed ecco che per evitare di rimanere fermo ad aspettare cerco qualcosa con cui occupare la mente. Ho ritrovato quindi la passione per la lettura e per il nuoto (praticato). Ma non basta mai.
Ci sono dei momenti in cui star fermo non mi pesa, anzi vorrei rimanere così per sempre. Momenti in cui hai tutto ciò che vuoi e non ti importa di altro. Momenti in cui non sei solo. Ma c'è qualcuno a condividere qualcosa con te. E anche rimanere fermi su una panchina al sole, piuttosto che in macchina quando fuori piove diventano attimi che vorresti durassero secoli. Anche non facendo niente in queste occasioni c'è un flusso di emozioni che lega le due persone. Che sia amicizia o affetto o amore.




