domenica 19 aprile 2009

Esperimento narrativo N°1


Abbiamo messo liberamente i bei coleotteri eruditi. Ho riscontrato esplicitamente temendo lagne ostinate alterchi molto suscettibili non bastando anche dolorosi olezzi.

Sarà riuscito in diretto saltello brindando generosamente fino ogni lamento con razionalità estrema.

Oggi scusa tu ma che razza di schiena con tatuaggio hai messo su quella foto perfetta? mentre io come una emo scuoto la testa, spettinando quella chioma corvina attraente ma sbarazzina. contemporaneamente lui pensava alle cuticole della sua delicata carcassa putrefatta intatta nonostante le ripetute pippe mentali che durante la messa fece al portatore di tiramisù.

P.s. post a 4 mani..Arch.&&ing.

giovedì 16 aprile 2009

Albey scivola

mercoledì 15 aprile 2009

L'altra faccia dell'acqua


Entrando in acqua la gente cambia. Come se spogliandosi dei vestiti si spogliasse dei tanti problemi accumulati durante il giorno. Si siedono sul bordo vasca ed entrano. Lentamente o tutto in una volta si immergono completamente. L'acqua li pervade e lava via le ultime briciole di quotidianità.

Questo è un mondo a parte. Un mondo dove le regole della fisica del camminare e del muoversi non valgono più. Qui vige la fisica del fluido. Bisogna concentrarsi per bucare l'acqua. Spaccare in due una molecola e scivolarne attraverso. Qui i pensieri che affollano la testa affogano. Ora bisogna concentrarsi per contrastare queste nuove leggi fisiche così assurde. Schiacciati tra la forza di gravità che spinge verso il fondo e la spinta di archimede che fa risalire.

E' un capolavoro dell'ingegneria. Il corpo umano. Adoperando centinaia di muscoli tendini ossa e litri di ossigeno si apre un varco attraverso l'acqua. Trasparente, ma solo agli occhi. L'acqua non è un elemento morto. L'acqua si lascia plasmare da chi l'attraversa, ma subito dopo torna al suo posto. E' gentile e generosa l'acqua. Lascia passare chiunque, chiedendo in cambio solo un po di energia. Quella spesa per scivolarci sopra.

Nuotando la gente divaga. Una volta automatizzato il movimento da compiere il cervello si spegne. Il rumore ipnotico dell'acqua unito al ricordo pre-natale del grembo materno colmo di liquido rapisce il nuotatore. Quasi tutti si spogliano della maschera che portano durante il giorno e vien fuori la loro natura. In acqua ci si sente un po come in una stanza dei giochi tutta per noi. Una stanza dove possiam fare ciò che vogliamo. Siamo noi circondati di acqua.

E mentre si fa il dorso è interessante vedere le facce. C'è chi ride, chi ha la puzza sotto al naso, c'è chi è perso nel vuoto. C'è chi sa che il dorso non l'imparerà mai e chi invece è talmente a suo agio che sembra stia dormendo.Sdraiati supini sull'acqua,come su un lettino da psicanalista.

Nell'acqua agitata si può vedere solo un turbinio confuso di colori. Ma quando l'acqua è calma ci si può specchiare. O meglio ci si può guardare dentro.."Look right through me". L'acqua fa quest'effetto. Mette a contatto diretto noi nuotatori con l'altra faccia di noi stessi, quella nascosta al mondo.

sabato 11 aprile 2009

VafHancock - La Leggenda di Mario

Con grande piacere vi segnalo il video di un mio grandissimo amico. Un remake di Hand-cock tutto da ridere! Commentate pure!!!

lunedì 6 aprile 2009

Arco di pioggia



Splash! L'onda che si infrange. Bagna lo scoglio e si ritrae..Splash, l'onda che avvolge lo scoglio con la sua mole d'acqua, Splash, l'onda che sale alta in cielo e si abbatte sullo scoglio.

Poco più in la lui sta fermo a guardare. Immobile, rapito dalla natura che respira davanti a lui. Qualche schizzo d'acqua lo raggiunge, ma non ci fa caso. Ogni onda diversa dalla precedente, ma tutte con la stessa forza e la stessa tenacia. Lo spruzzo che bagna il cielo prima di schiantarsi sullo scoglio forma un veloce arcobaleno. Ha pochi istanti per coglierlo. Ma in quegli attimi il tempo si ferma e la bellezza di quell'arcobaleno gli infonde fiducia.

Si domanda come può una cosa così impalpabile e evanescente spazzare con forza tutto il male che ha dentro. Ogni problema, ogni preoccupazione, ogni istinto negativo, viene tutto risucchiato dall'energia vitale dell'arcobaleno. La luce bianca e accecante rallenta la sua corsa e si divide permettendo a noi umani di ammirarne l'eterna e misteriosa bellezza.

Un arcobaleno indefinito. Non sa dove inizia nè dove finisce, ma a pensarci bene, neanche gli interessa saperlo. La potenza devastante e dinamica dell'acqua si scontra con la forza immane e statica della terra. La fluidità disordinata del vento smuove le gocce d'acqua abbagliate dalla luminosità dell'astro di fuoco.

Incredibile come ciò che gli si presenti davanti sia il risultato combinato dei 4 elementi. La natura che si esprime. In questo momento sta usando tutto ciò che è in suo potere per parlargli. Proprio a lui, che incatenato davanti a quello spettacolo cerca una risposta. La natura ha parlato..ora sta a lui cogliere...